
Vega Flux nasce il 6 Gennaio 1997 a San Giovanni Rotondo(Fg) ed è un’artista che osserva le dinamiche della società contemporanea attraverso una chiave ironica ed esotica. Scopre la pittura ad olio a 23 anni, a seguito della morte della madre, con cui ha sempre condiviso un mondo che univa il magico e il tragico, modo di vivere che diventa la sua lente privilegiata per osservare la realtà. Questo equilibrio tra la meraviglia e la sofferenza si traduce nel suo approccio artistico, che fonde l’ironia con una riflessione profonda sulle contraddizioni della società.
Dopo aver conseguito nel 2022 la laurea triennale in Lettere Classiche, si trasferisce a Napoli per intraprendere un percorso accademico magistrale in pittura all’Accademia di Belle Arti, che conclude nel 2025.
Crea un legame molto profondo con Napoli e la realtà popolare, in particolare nella zona dove vive, chiamata “Cavone”. E’ proprio nel suo monolocale, che nell’estate del 2023, organizza una mostra “ Vascio al secondo Piano”.
Nel 2023 dopo una residenza artistica di nove mesi presso il bene comune Ex Asilo Filangieri, entra in contatto con il dinamico mondo dei beni comuni napoletani. In questo periodo fonda Family Jewels, un progetto che univa le arti visive a quelle musicali sperimentali presso il Giardino Liberato di Materdei, creando una rete di scambio creativo che ha coinvolto altri artisti emergenti.
Nel 2024 vince il concorso “Sette opere per la Misericordia” bandito dal Pio Monte della Misericordia di Napoli con il lavoro “Droni” una reinterpretazione contemporanea delle “Sette opere di Misericordia” di Caravaggio. Questo segna l’inizio di un ciclo di lavori in cui affronta la riscrittura e l’attualizzazione di temi e immagine storiche .Un esempio è il quadro “Pateh Sabally” dedicato ad un uomo morto nel Canal Grande di Venezia, in cui affronta il tema dell’immigrazione, sostituendo l’immagine di Ofelia nel quadro di Millais con quella dell’uomo
Nel 2024-2025 l’artista approfondisce una ricerca temporale e ritmica, che va dalle pratiche incisorie alla pittura, cercando di capire come il corpo possa mutare attraverso la malattia e la sofferenza.
Nel 2026 torna al colore e alla violenza di un segno che non teme il giudizio. Colori brillanti si accostano, dando vita a masse informi e bestie che incarnano la spietatezza e la violenza dell’essere umano.


